“Per ora lavoriamo per costruire un’area di centro oltre l’Udc”
Roma, 27 lug. (Apcom) - I temi della bioetica “saranno decisivi” nella futura scelta delle alleanze. “Siamo un partito che ha fatto dei valori l’asse portante della propria politica”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, in una intervista all”Avvenire’. “Per il momento - dice - lavoriamo per costruire e rafforzare un’area di centro, capace di andare al di là dell’Udc, mettendo insieme quelle forze del cattolicesimo liberale e della liberaldemocrazia che non si riconoscono in questo sistema politico”. Casini precisa dunque che “siamo opposizione di Berlusconi, ma senza furore ideologico”, mentre con Veltroni “collaboriamo ma siamo culturalmente diversi”.
Il nostro no alla manovra finanziaria è conseguente ai mancati impegni sulle tasse, sul quoziente familiare, sulle liberalizzazioni e sui tagli alle forze di polizia”. Lo ha dichiarato il leader dell’udc, Pier Ferdinando Casini, a margine di un convegno. “C’è una responsabilità grossa - ha concluso Casini - rispetto agli impegni elettorali palesemente disattesi”.
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Il giudizio e’ negativo. Non c’e’ un solo provvedimento, nessun segnale a favore delle famiglie, che faticano ad arrivare alla fine del mese, non si parla piu’ di quoziente familiare. Ci sono tagli insostenibili alle forze dell’ordine, sulle liberalizzazioni c’e’ una controriforma e anche una pressione fiscale che aumenta invece di diminuire. In queste condizioni la nostra opposizione, per quanto costruttiva sia, non puo’ spingersi oltre che un voto negativo”. E’ il giudizio del leader dell’udc, Pier Ferdinando Casini, sulla manovra economica in discussione alla Camera.
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“Per ora resta agli atti che i tagli sono scritti sui documenti ufficiali. Ci auguriamo, anche se ci sembra difficile, che il governo dopo le parole riesca a trovare anche i soldi necessari a cancellare i tagli decisi”. Pier Ferdinando Casini risponde cosi’ a Silvio Berlusconi. Anche il leader udc ha incontrato i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine che manifestano davanti alla Camera contro i tagli alla sicurezza previsti nella manovra. Sulla riforma della Giustizia il leader Udc dice: ‘giusto affrontare il tema, ma si discuta in Parlamento e senza vendette della politica della magistratura’. Sulla crisi economica, infine, spiega che l’Udc farà la propria parte, rassicura il ministro Tremonti ma chiede interventi sul quoziente familiare e le liberalizzazioni.
Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - “Agli italiani non interessa lo scontro tra Berlusconi e i giudici ma stanno a cuore riforme profonde per una giustizia piu’ celere ed efficace”. Lo dichiara Francesco Pionati, portavoce nazionale dell’Udc. “Parlare di tangentopoli -continua Pionati- e’ del tutto spropositato, solo propaganda. In Abruzzo siamo di fronte ad un caso isolato che la magistratura sta approfondendo. Il problema generale di una ridefinizione dei rapporti tra magistratura e politica esiste e va affrontata adeguatamente”.
(Ansa) - Roma, 13 LUG - Pier Ferdinando Casini, intervistato da ‘La Repubblica’, non esclude ne’ un’intesa con il Pd ne’ con il Pdl, ma saranno i fatti a determinare le alleanze: ”A fine legislatura le nuove alleanze si definiranno proprio sui contenuti”. ”Non siamo abbonati a corse solitarie. Ragioneremo a partire da quello che succede in Parlamento. In molte alleanze locali siamo con il Pdl. Con il Pd condividiamo l’opposizione al governo, ma e’ un’opposizione diversa. Non si puo’ parlare - sostiene il leader dell’Udc - di pregiudizio favorevole per il Pd. Ripeto: non escludo nulla”. Ma esiste una condizione per l’alleanza con i democratici: ”Il Pd deve rinunciare a Rifondazione e Di Pietro. Altrimenti non ci si puo’ nemmeno sedere al tavolo”. Quanto ai rapporti con Rutelli, Casini spiega che ”il dialogo con lui e’ avviato da tempo” e sui temi economici e di politica estera, come su quelli etici ”ci sono tanti punti di sintonia”: ”Se son rose, fioriranno”. Casini pero’ esclude che un tale accordo possa realizzarsi a Bologna: ”Pensare che, dopo i giudizi che noi abbiamo espresso su Cofferati, si possa appoggiare la sua corsa a sindaco, mi sembra una cosa del pianeta Marte”. Ma il leader dell’Udc non dice no neanche ad una alleanza con Silvio Berlusconi: ”Io non dico ‘mai’ a nessuno. Tanto piu’ per la comune appartenenza al Ppe. Esistono i fatti. E anche per quanto riguarda Silvio, non accetteremo semplici logiche di potere”. Per quanto riguarda l’azione del Governo, Casini non esprime un giudizio positivo: ”Fino ad ora hanno fatto pochino”. Berlusconi, secondo Casini, merita un ”bel 9” in termini di comunicazione, ma ‘’sui fatti un 5 e mezzo di incoraggiamento”.
‘Che il lodo Alfano sia una priorita’ del governo e’ una scelta di Berlusconi e della sua maggioranza. Ma che la sede della politica sia il Parlamento e non la piazza e’ la nostra scelta’. Cosi’ Pier Ferdinando Casini, presidente dei deputati dell’udc, commenta l’astensione del suo partito, in conferenza dei capigruppo, sull’anticipo della discussione in Parlamento del lodo Alfano.
(ANSA) - ROMA, 9 LUG - Il Lodo Alfano ”e’ solo un rattoppo” della questione ”ancora aperta tra politica e magistratura”. Lo dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini in una intervista a ‘Libero’, in cui affronta il tema dei rapporti con il Pd e con la maggioranza. E avverte il centrodestra: se la giustizia e’ una priorita’ per il governo ”approvino” le norme, ma ‘’si assumano pienamente la responsabilita’ di queste azioni”. ”In autunno - spiega - sono previste difficolta’ macro-economiche, allora si sapra’ se Berlusconi e Tremonti ci metteranno al riparo oppure ci esporranno a una congiuntura sfavorevole”. Ma le ”priorita’ del governo - sottolinea - sono altre: il lodo Alfano, la salva-processi…”. Lo ‘’scambio” tra le due norme, dice, ”c’e', non facciamo i finti tonti”, ed e’ pure ”uno scambio nobile, visti i danni che provocherebbe la salva-processi”. L’Udc comunque ‘’si asterra’ dal voto sulle pregiudizili di costituzionalita’ e molto probabilemente sull’intero provvedimento”. Per Casini, comunque, ”l’opposizione va fatta in Parlamento”, non in manifestazioni come quella dei ‘girotondi’ di ieri, che ha raggiunto ”toni demenziali”, e che diventa ”il miglior ricostituente per Berlusconi e una minaccia per il Pd”. La scelta della battaglia dentro l’isituzione, secondo Casini, paghera’ sul lungo periodo in termini elettorali. Il leader dell’Udc si dice convinto che il partito crescera’ grazie ai delusi del Pd, ma anche del Pdl, perche’ ”i cittadini vogliono fatti”. Il leader dell’Udc si dice interessato ”a collaborare” con il Pd, tenendo presente che i due partiti ”non sono sovrapponibili”. E alla mano tesa di Massimo D’Alema risponde che ”il Pd deve andare avanti: a D’Alema e a Veltroni dico di non guardare alla vecchia stagione del centrosinistra. Mi auguro che Veltroni - conclude - non voglia tornare indietro rispetto alla scelta di qualche mese fa, quando rifiuto’ di imbarcare tutti in nome dell’antiberlusconismo”.